L’ultimo Principe.


Storia di don Francesco Paolo Gravina,
II edizione, Arte Tip. Ed., Napoli, 1998.
“Ed eccolo, quest’ “Ultimo Principe”, come lo chiama Umberto Castagna - rivisitato nel suo mistero… La storia di un uomo diverso dal suo tempo. L’uomo che soffrì sulla propria carne il dolore, la solitudine di tutte le povertà, abbandonandosi povero alla storia di Dio e dei fratelli.
C’è la carità di un Principe che cambia vita per cambiare la vita dei poveri, che diventa sfida, provocazione, segno di contraddittorietà per questa terra… Nella Sicilia di allora, dei baroni, dei potenti, dei viceré, che avevano il volto del successo, della ricchezza del potere. Nella Sicilia di oggi, esposta alla mafia, alla droga, alla violenza, alla fatalità.
Per scrivere la biografia di quest’uomo, Castagna ha le carte in regola… Una biografia scritta con intelligenza, mossa da un forte interesse alla ricerca, fondata sul rigoroso controllo delle fonti, corredata da ampie note e riferimenti bibliografici.”
            Nino Barraco

Dal capitolo “Il grande errore”: “A palazzo Palagonia e nelle ville di campagna, ariose, immerse nei palmizi e nei frutteti, si era ricevuti con l’innato senso dell’ospitalità dei siciliani e con la tradizionale cortesia dei Gravina. I viaggiatori stranieri si stupivano nel vedersi servire ponce e birra gelata e nel vedere che i principi di Palagonia vestivano alla moda inglese. L’affettata disinvoltura che si riteneva caratteristica della noncuranza anglosassone stava, con sorpresa degli stranieri, nelle maniere abituali di casa e faceva specialmente di don Francesco Paolo un giovane signore ricco di fascino, al quale lo sguardo delle fanciulle si rivolgeva con interesse. Bello non era: magro più che snello, scuro di capelli e di carnagione, aveva un volto fine ed espressivo, anche se i lineamenti non erano perfetti: naso dantesco, labbra fortemente disegnate, mento segnato da una fossetta, lunghi e folti favoriti scuri…